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updated 10:05 PM CEST, Jun 24, 2019

Racconti (84)

La settimana dello Shiatsu

Carissimi,
abbiamo costantemente modo di verificare che nonostante tutto il nostro impegno
culturale e pratico, molto spesso l'informazione sullo SHIATSU è confusa, ben poco
efficace! Arriva da fonti per nulla attendibili ma che hanno il vantaggio di "farsi sentire"! Di
fare informazione!!!
Ora grazie all'importante lavoro di integrazione al nostro interno, e agli stimoli di
aggregazione e impegno attivati dalle delicate situazioni legislative del momento,
potremmo pensare ad creare un evento a livello nazionale.
LA SETTIMANA DELLO SHIATSU.
Un evento sostenuto da informazioni sulle varie fonti a disposizione sia locali che
nazionali:
web, stampa, TV, radio, collaborazioni con altre associazioni e con gli enti locali
Pur essendo un evento a carattere nazionale sarà molto importante che ogni regione
possa sviluppare un programma personalizzato che tenga conto delle diverse esigenze
locali. Fondamentale lʼimpegno dei nostri Responsabili Regionali per stimolare i
professionisti, attivare accordi con gli enti locali e le scuole Shiatsu del territorio.
Il periodo migliore potrebbe essere a fine settembre (dal 20 al 27 settembre)
PROGRAMMA
Una settimana dove:
- tutti i professionisti offrono su appuntamento trattamenti gratuiti
- le scuole organizzano incontri di pratica e conferenze informative
- conferenze presso enti locali organizzate dai RR su “Shiatsu e Sociale” (vedi esperienze
di Volontariato) ecc.
ASPETTI ORGANIZZATIVI
-Tutte le informazioni relative allʼevento dovrebbero essere raccolte su un blog creato per
lʼoccasione.
- Dovremmo creare una locandina che possa rappresentare unʼimmagine grafica
significativa, rappresentativa di tutto lʼevento da diffondere a livello nazionale.
- La presenza di un addetto stampa, e di un responsabile per la comunicazione con i
media è di certo un punto focale.
- Questo progetto richiede anche qualche risorsa economica per la realizzazione di
materiale informativo ed eventuali spese pubblicitarie.
Questa è solo un bozza di un possibile progetto da sviluppare e arricchire.
Forse non abbiamo moltissimo tempo ma quanto basta se riteniamo che ne valga la pena!
Mi rendo disponibile per far parte del gruppo di lavoro che dovrebbe coordinare il progetto.
Un caro saluto
Nadia Simonato

CAMPIONATI MONDIALI RETRORUNNING LLEIDA 2012 CATALUNIA SPAGNA

Nei giorni 25 – 26 agosto si sono svolti i campionati del Mondo di Retrorunning, giunti ormai alla 4° edizione dimostrando che l’interesse per questa disciplina è oramai una conferma. Chi vi scrive e sua moglie Teresa sono arrivati a Lleida il mercoledì pomeriggio. Dopo un tranquillo volo mattutino Pisa-Barcellona e tre ore e 20 di pulman per coprire i 140 Km. che dividono Barcellona da Lleida. Viaggio per paesi e panorami ameni, dove ti aspetti da un momento all’altro di vedere gli indiani che assalivano la nostra corriera.
Lleida è una città che tolta la parte storica posizionata sopra una collina con castello risalente alle prime crociate con Duomo e chiese in stile Catalano. Poi tutto il resto della città si è allungato in pianura con edifici moderni, un grande centro universitario e tanta terra coltivata a frutteti, che è anche la principale attività economica della città.
La città è attraversata da un fiume che per la lunghezza di 6 Km. è adibito ad attività sportive ricreative e per passeggiate lungo il corso del fiume. Sulla riva ci sono bei prati e alberi ombrosi, sentieri per la corsa e attrezzi dislocati lungo il percorso per fare ginnastica. Naturalmente ne abbiamo approfittato per fare due brevi allenamenti.
Il giorno 24 alle 19,00 c’è stato sotto un’antica porta, nei tempi passati ingresso della città, il ritrovo degli atleti per stare un pò insieme e per le solite foto di rito.
C’erano rappresentate alcune nazioni che partecipavano con un solo rappresentante per la prima volta, come l’Irlanda, Equador, Albania e c’era Mustafà, un giovane cheniano che vive in Spagna e nel 2008 manco la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino negli 800 mt. Per soli 2 secondi. Baci e abbracci e poi tutti in albergo. Avevamo nei giorni precedenti il campo scuola che dista dalla città circa 8 km. procurando un po’ di disagio a tutti queli arrivati in aereo, anche perché il sabato e la domenica non ci sono pulman che vanno in quella direzione. Risolto il nostro problema di mobilità con il classico Taxi arriviamo al campo di gara intorno alle 13,30 di sabato, la pista si vede subito che ha conosciuto tempi miglioro, le strisce sono sbiadite e le targhette in metallo quasi illeggibili. Il sole picchia molto forte e l’aria è secca. Fortuna c’è il Bar aperto gestito dalla società di Atletica che organizza i Campionati. Le bandiere allineate delle nazioni partecipanti sono mosse da vento caldo. A poco a poco cominciano ad arrivare atleti e giudici di gara, Dario Vettorato di Padova consegna i completino da gara del Team Italia. Li indossiamo e siamo pronti. I giochi sono ufficialmente aperti, gli in Bocca al Lupo si odano nelle varie lingue insieme a sonore pacche sulle spalle.
La nostra società è rappresentata dai veterani Romani e Falcini e dalle Veterane Angei e De Jesus.
Le gare iniziano con le batterie giovanili dei 100 metri per poi passare agli Assoluti e ai Veterani e iniziano ad arrivare le prime medaglie italiane.
Della nostra società la prima a salire sul podio è Teresina Angei che nei 200 piani, in una finale con tutte le corsie occupate riesce a guadagnarsi un argento molto pesante e molto importante, la seconda medaglia arriva a tarda sera da Falcini bronzo nella 4 x 400 e da Angei sempre nella 4 x 400, medaglia d’oro, del Teem Italia Veterani.
Dopo gara rinfresco offerto dagli organizzatori. Poi tutti in albergo.
La domenica mattina ci alziamo molto presto per liberare la stanza d’albergo, fare una buona colazione, e arrivare la campo gara prima delle 8,00, perché la Teresa a la gara a cui tiene veramente i 10.000 mt., gara per cui si è allenata molto, obbiettivo finirla. Sulla linea di partenza solo 7 atleti delle varie categorie e delle donne solo Teresa, partenza blanda di tutti gli atleti. E sorpresa di tutti Teresa corre per 1 ora e 45 minuti senza mai fermarsi e l’ultimo giro con il tricolore in mano. Oro e 4 medaglia per la S. Fedi. La 5° medaglia della Fedi la vince De Iesu nei 1500 medaglia di bronzo molto bella e meritata. Subito dopo arriva un altro bronzo per Falcini nei 3000 mt. La mattinata va a finire e il sole batte molto forte e ci sono ancora le staffette 4 x 100. Ai Campionati di retrorunning quando non ci sono abbastanza nazioni con 4 atleti si autorizzano i vari teem a fare più squadre. Cosi l’Italia si presenta con tre staffette veterane maschile e 2 staffette veterane femminili. Cosi la Fedi agguanta altre tre medaglie con i sui rappresentanti. Bronzo Falcini, argento Angei e oro De Jesus. I mondiali sono finiti. I saluti e gli abbracci non vogliano finire mai. La lingua e l’età non è mai un problema quando siamo coesi verso la solita passione. Poi la meni che si stringono si lasciano, negli occhi gli occhi degli altri e un augurio di rivederci tra due anni per l’edizione n. 5 dei mondiali. Dimenticavo, se vi state chiedendo cosa ha vinto chi vi stà scrivendo, la risposta è nada, nada de nada come dicevano in catalunia, comunque il mio motto è, meglio qui che a lavorare, un abbraccio a tutti e ricordatevi che il 20 ottobre c’è il retromiglio Pistoia Città d’Arte. 

Essere Corsa . Un libro scritto con un pò d’esperienza

Scusate per l'intromissione, ma da buon podista e apassionato di corsa non posso esimermi dal segnalare questo ottimo libro che a sua volta è stato premiato dal Coni.
Un libro semplice, non facile, ma nemmeno noioso, un libro che vi farà scoprire un modo di correre nuovo e allargherà i vostri orizzonti.
Un libro che non è mai stato scritto, semplicemente unico.
http://esserecorsa.it/

 

Sono un “vecchio” podista con oltre 5o anni di chilometri sulle spalle ed aggiungo che la corsa non è stato il primo sport praticato ...
Prima d’iniziare vorrei comunicarvi che il libro si trova in vendita su internet perché nessun editore piemontese a cui mi ero rivolto ha manifestato interesse a pubblicare il testo. Oggi, a circa 3 anni, dall’invio del cosiddetto “manoscritto”, nonostante le promesse, sono ancora in attesa di una risposta in merito. Per più di un anno ho atteso, pazientemente, poi, tramite ricerche su web sono riuscito a trovare un editore, acquistare un certo numero di copie autore che sto vendendo sia direttamente che tramite una libreria di Pinerolo dove vivo ed una di Torino – Per contratto percepirò il 10% del prezzo di copertina per ogni copia venduta direttamente dalla casa editrice. Le copie autore generano un margine più alto in quanto il rischio di un possibile “non ritorno“ economico di quanto investito è solo a mio carico.
In questo meccanismo di mercato non mi pare ci sia niente fuori posto anche se ciascuno di Voi potrà constatare come sia più facile per alcuni nomi, peraltro valenti atleti del passato e del presente, pubblicare ed essere pubblicizzati dai media. Anche questo fa parte del funzionamento di questa società ma, fortunatamente, poiché le vie del signore, come citava sempre il mio professore salesiano di latino, sono “infinite”, sono riuscito a trovarne una, quella appena menzionata, che mi ha permesso di diventare autore senza attendere le valutazioni di un editore tradizionale.

La storia del doping

Il doping è l'uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta. II ricorso al doping è un'infrazione sia all'etica dello sport, sia a quella della scienza medica.

Origine della parola

Sono due le possibili origini della parola “doping”. Una di queste è “dop”, bevanda alcolica usata come stimolante nelle danze cerimoniali del sud Africa nel XVIII secolo. Un'altra è che il termine derivi dalla parola olandese “doop” (una salsa densa)che entrò nello slang americano per descrivere come i rapinatori drogassero le proprie vittime mescolando tabacco e semi del Datura stramonium, conosciuto come stramonio, che contiene una quantità di alcaloidi, causando sedazione, allucinazioni e smarrimento. Fino al 1889, la parola “dope” era usata relativamente alla preparazione di un prodotto viscoso e denso di oppio da fumare, e durante gli anni '90 si estese a qualsiasi droga narcotica-stupefacente. Nel 1990, “dope” veniva anche riferito alla preparazione di droghe designate a migliorare la prestazione delle corse dei cavalli.

Regolamentazione

I regolamenti sportivi vietano il doping, specificando strettamente le tipologie e le dosi dei farmaci consentiti, e mettono per iscritto l'obbligo per gli atleti di sottoporsi ai controlli antidoping, che si effettuano mediante l'analisi delle urine e in alcuni casi anche del sangue (controlli incrociati). Gli atleti che risultano positivi alle analisi (negli ultimi anni si preferisce l'espressione non negativi) vengono squalificati per un periodo più o meno lungo; nei casi di recidiva si può arrivare alla squalifica a vita. Il Comitato Olimpico Internazionale (COI) ha istituito un'apposita agenzia, la WADA, che si occupa della lotta al doping. Negli ultimi anni in Italia e altri paesi il doping è diventato un reato, sotto la fattispecie della frode sportiva.

È del 14 dicembre 2000 la legge n. 376 "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping" che consente un'individuazione più precisa del fenomeno doping e permette di colpire più efficacemente una pratica che in precedenza era sanzionabile solo sul piano sportivo. È punibile sia l'atleta che fa uso di sostanze dopanti, sia il medico che le prescrive o somministra, sia chi fa commercio dei farmaci vietati.

Il 23 ottobre 2007 viene approvata l'introduzione del passaporto biologico, un documento che registra il profilo personale (valori del sangue e delle urine) di ciascun ciclista.

Il decreto del 12 marzo 2009 ha approvato una delle sostanze considerate dopanti, suddivisa in cinque sezioni.

Diffusione

I paesi dell'Europa dell'est (DDR in primis), hanno recitato il ruolo di precursori in questo campo, applicando il doping in maniera sistematica nel periodo che va dagli anni cinquanta agli anni ottanta soprattutto sugli atleti che partecipavano alle Olimpiadi. Poco si sapeva degli effetti collaterali dati dalle sostanze somministrate agli atleti, mentre evidenti erano i miglioramenti in termini di struttura fisica e risultati agonistici, specialmente per le atlete donne che venivano "trattate" con ormoni maschili. Ciò ha portato a gravi danni fisici e psicologici per molti atleti e c'è anche chi addirittura come la pesista Heidi Krieger è stata costretta visti gli ormai enormi cambiamenti nel fisico a diventare uomo.

Casi particolarmente clamorosi di doping sono stati quello di Ben Johnson, squalificato ai Giochi olimpici di Seul nel 1988 dopo aver vinto la corsa dei 100 metri piani e stabilito il nuovo record del mondo (che venne annullato), quello di Marco Pantani, escluso dal Giro d'Italia del 1999 alla vigilia della penultima tappa mentre era largamente in testa alla classifica (Pantani non risultò positivo a sostanze dopanti, ma il suo ematocrito era superiore al valore massimo consentito, in seguito vennero modificati i metodi di analisi risultati scientificamente non sufficientemente precisi) e quello di Marion Jones che confessa sul doping e per questo privata di tutte le sue medaglie olimpiche.Una delle ultime sorprese relative al doping è stata la positività al test del ciclista Alberto Contador vincitore degli ultimi due Tour de France.

Nonostante i controlli, l'uso di sostanze e terapie dopanti è diffuso non solo nello sport professionistico, ma anche in quello dilettantistico e perfino amatoriale. Attorno al fenomeno del doping c'è un giro d'affari che in Italia è stimato in circa 600 milioni di Euro.

Dibattito

È in corso un acceso dibattito sul significato della parola doping e sui risvolti che esso comporta: non tutti infatti concordano con la negatività del doping nella pratica sportiva. Vi è infatti chi sostiene che sarebbe più logico liberalizzare il doping in quanto troppo diffuso nella maggior parte degli sport agonistici e quindi fattore discriminante tra chi ne fa uso e può quindi vincere le gare e chi non ne fa uso relegato troppo spesso al ruolo di comprimario. Vi è infine un appunto riguardante la relatività del doping. Quelle sostanze che oggi non sono considerate dopanti in un futuro non molto lontano potrebbero essere considerate tali. Ciò creerebbe secondo alcuni diversità di trattamento tra gli atleti, di oggi e di domani. Spesso le sostanze vengono somministrate dagli allenatori stessi agli atleti che, inconsapevoli del danno che il doping provoca, accettano.

Alcune sostanze dagli effetti terapeutici come ad esempio la somatotropina (utilizzata con successo contro malattie come nanismo, osteoporosi, impotenza, ipogonadismo, stanchezza), l'insulina (potente ormone anabolizzante, indispensabile contro il diabete mellito di tipo 1), il testosterone (utilissimo contro osteoporosi, impotenza, ipogonadismo, stanchezza, anemia, diabete mellito tipo 2) o l'eritropoietina (contro alcune forme particolarmente gravi di anemia e le paralisi da trauma spinale) sono state col tempo demonizzate a causa dell'uso antisportivo che spesso ne viene fatto. L'utilizzo sportivo di queste sostanze ha causato una campagna mediatica di critica nei confronti delle sostanze anabolizzanti (che aumentano cioè la sintesi proteica), che di fatto ha limitato il loro uso terapeutico e legale ed ha aumentato quello illegale, con grave danno per la salute pubblica. Anche il comportamento dei medici è stato molto criticato, infatti l'omertà che la medicina ha avuto circa gli effetti positivi (aumento della struttura muscolare e ossea, buon umore, e per gli steroidi anabolizzanti, diminuzione dell'insulinoresistenza) e negativi degli ormoni anabolizzanti (atrofia dei testicoli, inibizione della sintesi endogena di testosterone, LH, FSH, GH, insulina, eccessiva conversione degli androgeni in estrogeni e diidrotestosterone) ha incrementato la sfiducia tra i medici e i preparatori atletici, con conseguente aumento del mercato nero degli anabolizzanti (simile a quello della droga) rivolto a persone che non hanno alcun bisogno di prendere le suddette sostanze, ma che anzi ne possono essere fortemente danneggiate. Ciò inoltre ha impedito o limitato l'utilizzo di queste sostanze a persone che hanno patologie fortemente correlate alla carenza di steroidi anabolizzanti o di IGF-1, come ad esempio insulinoresistenza, diabete mellito tipo 2, nanismo, osteoporosi, la cui cura non ha niente a che fare con le competizioni sportive.
(fonte: wikipedia) ripreso da Pianeta Running

London 2012: le mie Olimpiadi !!!!!!!

Questa volta non vi racconterò di una gara a cui ho partecipato bensì di una manifestazione a cui ho assistito come spettatrice. Non è una manifestazione qualunque, ma è l’evento degli eventi, ovvero i Giochi Olimpici 2012, che si stanno svolgendo in questi giorni a Londra!
Se per assurdo fossi andata a Londra in questo periodo senza sapere che erano in corso le Olimpiadi, beh sicuramente me ne se sarei accorta immediatamente, appena scesa a terra, perché ogni parte di Londra, a partire proprio dall’aeroporto, è colorata ovunque di arancio, viola, rosa, celeste, che fanno da sfondo ai principali simboli che rappresentano i giochi olimpici: la scritta London 2012, i cerchi olimpici, il logo, le due mascotte, ecc…
Appena arrivata in città, intuisco subito l’aria di festa che si respira. Per le strade ci sono fiumi di persone che camminano, corrono, vanno in bicicletta, stanno sdraiati negli immessi parchi londinesi e gran parte di loro indossa qualcosa su cui sono riportate stampe legate alle olimpiadi: t-shirt, felpe, zainetti, cappellini, ma anche bandierine, borse, ecc…ecc….
Londra mi è sembrata davvero ben preparata ad accogliere questa manifestazione perché, nonostante ci fossero così tante persone lungo le strade, si percepisce comunque un senso di ordine, forse grazie anche ai numerosi volontari (circa 70.000) tutti ben riconoscibili in viola-aracio, sparsi per tutta la città e disponibili a dare informazioni ai turisti! Senza considerare che all’interno della città si trovano alcuni dei principali impianti di  svolgimento delle gare olimpiche: Hyde Park (per il thriathlon), House Guards Parade (per il beach volley) e poi ovviamente l’Olympic Park (ovvero il Villaggio Olimpico) nei pressi del quale si trova l’immenso centro commerciale Westfield, meta di shopping anche da parte degli atleti olimpici.
Londra è già di per se una città affascinante che ti lascia a bocca aperta per la sua straordinaria bellezza: da Buckingham Palace, a Trafalgar Square, the Big Ben, the Tower Bridge, Westminster, Tamigi, e the London Eye, la ruota panoramica. Ma in questo periodo lo è ancora di più, soprattutto in occasione delle competizioni che si svolgono lungo le strade londinesi, come quelle che ho avuto la fortuna di poter vedere nei giorni di permanenza a Londra, ovvero il triathlon femminile, la marcia 20 km maschile e la maratona femminile. E’ incredibile la quantità di pubblico presente lungo le strade a tifare gli atleti in gara: un fiume di persone disposte dietro alle transenne, a volte anche nell’ordine di 3-4 file, come avrete visto anche in televisione. Davvero un bello spettacolo!
Durante il soggiorno a Londra mi è capitata una cosa a cui non sono abituata: una spontanea voglia di correre, come se correre fosse la cosa più naturale al mondo! Sarà per l’atmosfera, saranno i grandi parchi verdi come Hyde Park o Green Park, sarà perché ovunque ci sono persone che fanno running, ma posso garantire che è davvero una bella sensazione!
Tra le cose da ricordare anche le serate passate a Casa Italia, sede del Coni a Londra aperto anche al pubblico, presso The Queen Elizabeth II Conference Centre, nella zona di Westminster. Grazie alla presenza di un maxi-schermo è stato possibile vedere alcune delle gare in programma (per es. 10.000 m. uomini, 100 m. uomini) per le quali il biglietto di ingresso allo Stadio era praticamente introvabile. Inoltre, ogni sera si svolgevano dei divertenti spettacoli, oltre alle premiazioni dei medagliati di ogni giornata.
Tra i più bei ricordi che mi porto da Londra sicuramente c’è la giornata della maratona olimpica femminile! La pioggia, che ha accompagnato gran parte della gara, non ha certo scoraggiato i tanti e tanti tifosi, muniti di cibaria varia, bandiere e trombette di ogni tipo, dislocati lungo tutto l’intero percorso a fare il tifo alle atlete! E’ stata una bella emozione seguire la gara di Valeria Straneo, conosciuta personalmente proprio questa estate, ed ogni volta che mi passava davanti (e per fortuna ero in un punto dove è passata ben sei volte, non lontano dalla London Eye) era spontaneo incitarla il più possibile per cercare, se possibile, di darle un po’ di carica!!!! Ma non ero certo la sola: per ogni atleta che transitava sul percorso, l’incitamento da parte di tutto il pubblico era assicurato!
Molti altri ricordi mi porterò nel cuore e nella testa dopo questa esperienza londinese, che è stata senz’altro una delle più belle della mia vita! Così come mi sono riportata a casa tanti più o meno piccoli souvenir, che era impossibile non acquistare!!!
Infine, non so se per fortuna o per onestà dei londinesi, prima di rientrare in Italia sono anche riuscita a recuperare il mio zainetto, dove c’erano macchina fotografica, caribatteria, guida di Londra, ecc…che avevo smarrito il primo giorno, appena arrivata in aeroporto.
Thank you London!

Alle prossime olimpiadi (MAGARI)!!!!!

Elisabetta Caporali
Agosto 2012

Londra 2012 - le mie Olimpiadi

Questa volta non vi racconterò di una gara a cui ho partecipato bensì di una manifestazione a cui ho assistito come spettatrice. Non è una manifestazione qualunque, ma è l’evento degli eventi, ovvero i Giochi Olimpici 2012, che si stanno svolgendo in questi giorni a Londra!

Se per assurdo fossi andata a Londra in questo periodo senza sapere che erano in corso le Olimpiadi, beh sicuramente me ne se sarei accorta immediatamente, appena scesa a terra, perché ogni parte di Londra, a partire proprio dall’aeroporto, è colorata ovunque di arancio, viola, rosa, celeste, che fanno da sfondo ai principali simboli che rappresentano i giochi olimpici: la scritta London 2012, i cerchi olimpici, il logo, le due mascotte, ecc…

Appena arrivata in città, intuisco subito l’aria di festa che si respira. Per le strade ci sono fiumi di persone che camminano, corrono, vanno in bicicletta, stanno sdraiati negli immessi parchi londinesi e gran parte di loro indossa qualcosa su cui sono riportate stampe legate alle olimpiadi: t-shirt, felpe, zainetti, cappellini, ma anche bandierine, borse, ecc…ecc….

Londra mi è sembrata davvero ben preparata ad accogliere questa manifestazione perché, nonostante ci fossero così tante persone lungo le strade, si percepisce comunque un senso di ordine, forse grazie anche ai numerosi volontari (circa 70.000) tutti ben riconoscibili in viola-aracio, sparsi per tutta la città e disponibili a dare informazioni ai turisti! Senza considerare che all’interno della città si trovano alcuni dei principali impianti di svolgimento delle gare olimpiche: Hyde Park (per il thriathlon), House Guards Parade (per il beach volley) e poi ovviamente l’Olympic Park (ovvero il Villaggio Olimpico) nei pressi del quale si trova l’immenso centro commerciale Westfield, meta di shopping anche da parte degli atleti olimpici.

Londra è già di per se una città affascinante che ti lascia a bocca aperta per la sua straordinaria bellezza: da Buckingham Palace, a Trafalgar Square, the Big Ben, the Tower Bridge, Westminster, Tamigi, e the London Eye, la ruota panoramica. Ma in questo periodo lo è ancora di più, soprattutto in occasione delle competizioni che si svolgono lungo le strade londinesi, come quelle che ho avuto la fortuna di poter vedere nei giorni di permanenza a Londra, ovvero il triathlon femminile, la marcia 20 km maschile e la maratona femminile. E’ incredibile la quantità di pubblico presente lungo le strade a tifare gli atleti in gara: un fiume di persone disposte dietro alle transenne, a volte anche nell’ordine di 3-4 file, come avrete visto anche in televisione. Davvero un bello spettacolo!

Durante il soggiorno a Londra mi è capitata una cosa a cui non sono abituata: una spontanea voglia di correre, come se correre fosse la cosa più naturale al mondo! Sarà per l’atmosfera, saranno i grandi parchi verdi come Hyde Park o Green Park, sarà perché ovunque ci sono persone che fanno running, ma posso garantire che è davvero una bella sensazione!

Tra le cose da ricordare anche le serate passate a Casa Italia, sede del Coni a Lontra aperto anche al pubblico, presso The Queen Elizabeth II Conference Centre, nella zona di Westminster. Grazie alla presenza di un maxi-schermo è stato possibile vedere alcune delle gare in programma (per es. 10.000 m. uomini, 100 m. uomini) per le quali il biglietto di ingresso allo Stadio era praticamente introvabile. Inoltre, ogni sera si svolgevano dei divertenti spettacoli, oltre alle premiazioni dei medagliati di ogni giornata.

Tra i più bei ricordi che mi porto da Londra sicuramente c’è la giornata della maratona olimpica femminile! La pioggia, che ha accompagnato gran parte della gara, non ha certo scoraggiato i tanti e tanti tifosi, muniti di cibaria varia, bandiere e trombette di ogni tipo, dislocati lungo tutto l’intero percorso a fare il tifo alle atlete! E’ stata una bella emozione seguire la gara di Valeria Straneo, conosciuta personalmente proprio questa estate, ed ogni volta che mi passava davanti (e per fortuna ero in un punto dove è passata ben sei volte, non lontano dalla London Eye) era spontaneo incitarla il più possibile per cercare, se possibile, di darle un po’ di carica!!!! Ma non ero certo la sola: per ogni atleta che transitava sul percorso, l’incitamento da parte di tutto il pubblico era assicurato!

Molti altri ricordi mi porterò nel cuore e nella testa dopo questa esperienza londinese, che è stata senz’altro una delle più belle della mia vita! Così come mi sono riportata a casa tanti più o meno piccoli souvenir, che era impossibile non acquistare!!!

Infine, non so se per fortuna o per onestà dei londinesi, prima di rientrare in Italia sono anche riuscita a recuperare il mio zainetto, dove c’erano macchina fotografica, caribatteria, guida di Londra, ecc…che avevo smarrito il primo giorno, appena arrivata in aeroporto.

Thank you London!

 

Alle prossime olimpiadi (MAGARI)!!!!!

 

Elisabetta Caporali

Agosto 2012

STAFFETTA DELLA CROCE ROSSA: BACKSTAGE DI UNA CORSA D’ESTATE

Alcune volte capita di farsi delle domande…poi  l’esperienza riesce a darti le risposte!
Non credo di essere stata la sola persona che si sarà chiesta: “ma perché non vengono organizzate corse podistiche serali durante il Luglio Pistoiese nel bellissimo centro storico di Pistoia?”..
Poi ti propongono di organizzarne una in quel periodo, per beneficenza,  e subito ti dici…”perché no!?”..e inizi ad informarti su cosa serve..
Parti con le basi: trovare chi ti compra i premi e le magliette, anzi il capo tecnico, perché vuoi dare quello.. e non è cosa da poco, richiede tempo e pazienza..ma poi trovi tutto, e vai avanti..
Visto che sei una persona prudente e che conosci i tempi delle Amministrazioni, appena studiati i percorsi chiedi subito l’autorizzazione ai sensi del Codice della Strada ..la chiedi ad Aprile e te la danno, con solleciti e colpi di scena vari (come ipotesi di modifica dei percorsi solo perché sennò rallenti il traffico, a volantini già stampati) a metà giugno, e pure sbagliata, con un percorso diverso da quello chiesto..
E quando sistemi il tutto che succede????  Ti trovi un palco e una tribuna sul percorso,  che dovevano essere montati solo la settimana dopo la corsa.. e ti dicono pure che è così punto e basta… alchè ti arrabbi, sbraiti, ti incazzi con il mondo e, fortunatamente, intoppi in persone giuste che si rendono conto che non può essere “così punto e basta” ma che un’amministrazione ti ha creato un problema e che è suo compito risolverlo.. a quel punto ti rendi conto che cose apparentemente irrealizzabili  (quali autorizzazioni rilasciate in un giorno, chiusura del traffico, presenza dei vigili, transito contro mano) sono invece possibili..ma che fatica! Da lì arriva la risposta alla domanda che ti eri posta..
Quindi a due giorni dalla corsa devi modificare il percorso, modificare il punto del cambio della staffetta e per tale ragione inserire il chip per la presa del tempo, perché altrimenti la corsa non si gestisce..
Poi va tutto come deve andare..
Hai un bravissimo speacker (Stefano Giovannetti) a presentare, un po’ di musica in sottofondo, un bel palco che puoi utilizzare per i tuoi premi, un percorso corribile in sicurezza con tutti i divieti di sosta che servono, cartelli sul percorso, bei premi di iscrizione e bei premi per la competizione e un ricco pasta party. Riesci a fare vedere le attività svolte dai volontari della Croce Rossa, ci sono i Medici per Gioco, i Pionieri che fanno giochi in piazza, i Volontari del Soccorso a pieno regime ed il Comitato Femminile.
Vengono tanti podisti a competere (te ne mancano solo 4 a raggiungere il numero massimo previsto), la location piace a tutti, anche agli staffettisti che sono venuti a correre a Pistoia da altre Province Toscane e vedono la nostra meravigliosa città in una serata attraente quale il giovedì sera di apertura dei negozi e (per sentito dire) rimangono tutti contenti.
E poi la grande sorpresa.. hai impalcato tutta la corsa per raccogliere fondi per il DEFIBRILLATORE.. sai che grazie alla partecipazione dei podisti ed al supporto che hai trovato da tutti i tuoi sostenitori raggiungerai una buona cifra, ma arriva qualcosa di più.. c’è questa “SORPRESA PER TE” che ti viene annunciata il giorno. Ti chiedi “che sarà?” ma hai troppo da fare per pensarci… e alla fine della serata vedi arrivare la persona più fantastica del mondo (per me!) con la sua borsa del campo.. e la tua mente (e anche quella delle tue amiche camminatrici) pensa a che ci può essere dentro.. ma la mia mente non lo avrebbe mai indovinato perchè purtroppo non è abituata ad esempi di grande solidarietà come quello che è riuscito a dare Piero Giacomelli - ONLUS REGALAMI UN SORRISO, facendo mettere in quella borsa verde un DEFIBRILLATORE da donare alla Croce Rossa. NON CI SONO PAROLE.
E ti senti chiedere: “ma te lo sapevi vero??”.. no, non lo sapevo e non me lo immaginavo nemmeno!
Per me è stato un grande esempio di solidarietà. Ringrazio Piero per le parole che ha pronunciato in Piazza del Duomo. Questo dono PER TUTTI lo hanno fatto i podisti e voglio ringraziare Piero non solo per il DEFIBRILLATORE ma, soprattutto, per il grande esempio di spontanea solidarietà. Un gesto bellissimo che non dimenticherò mai.
E quindi, a obbiettivo donato dal Giacomelli, è stato deciso di destinare i proventi della corsa per l’acquisto di una Radio per l’attività di emergenza.
Quindi grazie alla ONLUS Regalami un Sorriso, ai volontari che hanno contribuito a realizzare questo bell’evento di sport, ai sostenitori e soprattutto grazie a tutti i podisti: continuate a correre, per voi e per gli altri! RUN RUN RUN!
                                            Valentina Corsini

PS: poi ti continui a sognare l’Amerini e il Parrini che devono piazzare i volontari sul percorso, aiuto!

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