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FIDAL TOSCANA: Progetto Fair Play

Il Consiglio Regionale di questo Comitato, nella seduta del 21 dicembre 2011, ha deliberato di varare nel 2012 il “Progetto Fair Play”. Tale Progetto si rispecchia nella “Carta etica dello sport” che la Regione Toscana ha adottato, impegnandosi ad improntare le proprie attività in ambito sportivo al rispetto dei principi in essa contenuti.
La Carta etica dello sport della Regione Toscana, prevede la costituzione di un Albo cui potranno iscriversi tutti i soggetti che decideranno di mettere in pratica i principi sanciti in essa contenuti.
Tali principi sono raccolti nei quindici articoli che compongono la Carta e che affermano il diritto di tutti a fare sport per stare bene, che definiscono la pratica dello sport “componente essenziale nel processo educativo” e la lealtà, ovvero il fair play fondamentale in ogni disciplina sportiva.
Nella formazione dell’individuo si ribadisce il valore fondamentale della condivisione di regole comuni, del saper perdere, dell’esclusione di qualsiasi comportamento teso ad umiliare gli avversari e del rispetto dei principi etici dello sport come contributo alla formazione di un’etica della cittadinanza.
Si insiste sul valore socializzante ed inclusivo della pratica sportiva che fornisce occasioni di conoscenza, comprensione ed apprezzamento anche tra persone di diverse origini culturali, senza dimenticare i valori “salutistici” sia per i giovani che per i meno giovani, ma sempre nel rispetto della centralità della persona umana. Ogni forma di doping viene dichiarata una violazione dei principi sportivi.
Nel Progetto Fair Play della Fidal Toscana lo sport viene riconosciuto quale attività socio-culturale che arricchisce la società, offrendo ai giovani occasioni di formazione fisica, psichica, intellettiva e sociale.
La società e l’individuo potranno godere appieno dei potenziali vantaggi che lo sport può offrire soltanto quando il Fair Play sarà al centro dell’attenzione (e non un concetto marginale) di tutti coloro che lo praticano: federazioni sportive, società sportive, atleti, tecnici, dirigenti, giudici, genitori.
Fair Play significa molto di più che giocare nel rispetto delle regole; esso incorpora i concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo; comprende la lotta contro l’imbroglio, contro le astuzie al limite della regola, la lotta al doping, alla violenza (sia fisica che verbale), alla disuguaglianza delle opportunità, alla commercializzazione eccessiva e alla corruzione.

PROGETTO FAIR PLAY: Codice di comportamento sportivo
1. avere un comportamento esemplare che costituisca un modello positivo;
2. conoscere e conformarsi alle regole della disciplina sportiva;
3. competere con lealtà e correttezza; rispettare gli avversari;
4. accettare le decisioni;
5. non usare artifici o inganni per ottenere il successo; difendere lo sport dalla droga e dal doping;
6. evitare cattiverie ed aggressioni negli atti, nelle parole, negli scritti; non usare turpiloqui; rispettare le attrezzature;
7. non adottare personalmente comportamenti sleali, né chiudere gli occhi su quelli degli altri;
8. applicare sanzioni appropriate contro ogni comportamento sleale e contrario al Fair Play.


Il Progetto prevede:

- L’assegnazione del “Premio Fair Play”, durante l’annuale Festa dell’Atletica Toscana, ad uno o più candidati selezionati da un’apposita commissione tra atleti, tecnici, giudici e dirigenti, per contributi sportivi ed umani emersi durante la stagione;
- Una serie d’incontri tra giovani ed atleti affermati che, con il loro comportamento esemplare, possano rappresentare un modello positivo;
- Un incontro tra giovani atleti, giudici e tecnici, in occasione del Raduno Estivo, per parlare dei rapporti da tenere, del regolamento nell’ottica del Fair Play anche analizzando eventuali episodi positivi e negativi;
- Per l’anno 2013, ideare uno “slogan-logo” (per esempio che contenga Atleticatoscana-Fair Play) oppure cercarlo attraverso un concorso (con premi) tra i nostri atleti con scadenza nei tempi utili per poterlo utilizzare nelle gare all’aperto. Il logo sarà presente nella carta intestata, nei calendari estivi, sul sito, sulla maglietta delle rappresentative, su un apposito striscione presente nelle manifestazioni più importanti;
- segnalazione sul sito di tutti gli episodi di Fair Play verificatisi;
- dedicare una manifestazione, di quelle in programma, al “Fair Play Day” inserendo un paio di semplici regole che sensibilizzino al problema (ad esempio una regola potrebbe essere che a fine gara gli atleti debbano dare la mano ai giudici …);
- inserire il “Codice di comportamento sportivo” e l’“Introduzione” sul sito, nel prossimo calendario e presentarlo in tutte le occasioni che lo permettano

Cordiali saluti.

IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
Riccardo Ingallina Sergio Martinelli


Firenze, 4 maggio 2012

La CARTA ETICA dello SPORT
Art. 1
Lo sport è gioco e fonte di divertimento: dà corpo al diritto alla felicità, intesa come
benessere psico-fisico e piacere di stare insieme agli altri.
Art. 2
Tutti hanno diritto di fare sport per stare bene.
Art. 3
Ogni sport ha le proprie regole ed il loro rispetto è essenziale per il corretto
svolgimento della pratica sportiva. Al pari di queste devono essere ugualmente
osservati e fatti propri i principi che, sebbene non esplicitati nei regolamenti, danno
un senso etico allo sport.
Art. 4
La lealtà (fair play) è fondamentale in ogni disciplina sportiva, praticata sia a livello
dilettantistico che professionistico.
Art. 5
La pratica dello sport è componente essenziale nel processo educativo.
Art. 6
La condivisione di regole comuni, l’elaborazione della sconfitta (saper perdere) e
l’esclusione di ogni comportamento teso a umiliare gli avversari, hanno un
fondamentale valore nella formazione dell'individuo.
Art. 7
La crescita della persona attraverso lo sport si esprime nella comprensione e
nell'accettazione dei propri limiti e nel rispetto degli avversari.
Art. 8
Ogni forma di doping è una violazione dei principi dello sport.
Art. 9
Il rispetto dei principi etici dello sport contribuisce alla formazione di un’etica della
cittadinanza.
Art. 10
La pratica sportiva, lealmente esercitata, genera reciproca fiducia e favorisce la
socializzazione e la coesione sociale fornendo occasioni di conoscenza, comprensione e
apprezzamento, anche tra persone di diverse origini culturali.
Art. 11
Lo sport contribuisce alla conservazione ed al miglioramento della salute di chi lo
pratica, anche attraverso l'adozione di stili di vita salutari.
Art. 12
Per i più giovani: una corretta pratica sportiva deve essere commisurata all’età. È
fondamentale che sia anteposta la crescita della persona all’esasperata ricerca del
successo agonistico.
Art. 13
Per i meno giovani: una corretta pratica sportiva favorisce la conservazione dello
stato di salute e la prevenzione dalle patologie dell'invecchiamento.
Art. 14
La pratica sportiva deve essere adeguata alla personalità di ciascun individuo. La sua
adeguatezza è valutata da personale qualificato in base a criteri anagrafici, biomedici
e psicologici.
Art. 15
Chiunque esercita una funzione educativa e di tutela nei confronti di chi pratica sport
è tenuto a guidarne l’impegno psicofisico nel rispetto della centralità, affermata dalla
Costituzione, della persona umana.

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